Besieged (1998) Bernardo Bertolucci
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Besieged (1998)
Director: Bernardo Bertolucci

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L'assedio
Un film di Bernardo Bertolucci

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Shanduraï (Besieged)
Réalisation : Bernardo Bertolucci

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Осажденные (Besieged)
Режиссер: Бернардо Бертолуччи

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Salò O Le 120 Giornate Di Sodoma 
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Salò O Le 120 Giornate Di Sodoma 
Un film di Pier Paolo Pasolini

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Salò, or the 120 Days of Sodom
Director: Pier Paolo Pasolini

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Salo ou les 120 journées de Sodome
Réalisé par Pier Paolo Pasolini

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Сало, или 120 дней Содома
режиссер Пьер Паоло Пазолини

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Il fiore delle mille e una notte
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Il fiore delle mille e una notte 1974. 
Un film di Pier Paolo Pasolini

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Les Mille et une nuits 
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Цветок 1001 ночи

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Salò O Le 120 Giornate Di Sodoma 
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Un film di Pier Paolo Pasolini

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Il successo e l'insuccesso sono la diretta conseguenza del vostro abituale modo di pensare.
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Il successo e l'insuccesso sono la diretta conseguenza del vostro abituale modo di pensare.

Quale di questi pensieri predomina in voi: il successo o l'insuccesso?

Se il vostro consueto atteggiamento mentale è negativo, uno sporadico pensiero positivo non sarà sufficiente ad attirare il successo.

Se invece è costruttivo, raggiungerete la meta, anche se vi sembra di essere avvolti dalle tenebre.


                                                                                        Paramhansa Yogananda

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Perdonare un tradimento CELI5 - II -93
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CELI5 - II -93


Scriva una storia che finisca con queste parole: " capì di aver fatto qualcosa che non avrebbe dovuto mai fare, ma sapeva di non avere altra scelta; era sicuro però che lei ancora una volta l'avrebbe capito e perdonato"





La questione se sia giusto perdonare un tradimento è sempre provocatoria...
Si possono sempre trovare mille argomenti per giustificare i due punti di vista totalmente opposti.

Grossomodo, dal punto di vista del morale, la risposta sarebbe piuttosto: assolutamente NO. Ma questo NO assoluto in pratica molto spesso torna ad essere un SI. Si può anche arrivare a perdonare. Dipende sempre da in che stato di salute era il rapporto.

Dipende molto anche da come definiamo il tradimento, come andare a letto con un'altra persona o intendiamo un tradimento di fiducia -in questo caso più' che un tradimento forse sarebbe meglio definirlo come una delusione dalla persona amata. Quando uno ripone la sua fiducia su qualcuno che poi lo tradisce, se anche si impegna poi a cercare le attenuanti del caso non riesce quasi mai ad avere lo stesso rapporto. Non si fida come prima e il rapporto va scemando.

Questione fondamentale è anche quando uno tradisce : andando a letto con un altra(o), baciando solo o flirtando solo un'altra(o). La morale cristiana sostiene che anche se uno instaura una relazione anche non sessuale tradisce, tradisce con la mente che è altrettanto grave. Non conta stabilire una relazione carnale con un'altra o con un altro, ma è il mettere in moto tutti quei meccanismi che partono quando conosci un'altra persona e porti avanti una situazione al di fuori della tua relazione esistente. E' in questo che uno tradisce la sua fiducia del suo compagno o compagna.
Dal punto di vista maschile tutti potrebbero dire che gli piace il sesso e gli piacciono le donne ma se ama una donna -non la tradisce e se lo fa - è un segnale che indica qualcosa di negativo.
Molti dicono che una scappatella si può perdonare, ma una scappatella uno la fa perché non è soddisfatto dalla sua relazione esistente. Uno che è soddisfatto e felice non guarda le altre, gli altri e non si trova alla ricerca delle relazioni, platoniche o carnali da stabilire.

Il tradimento è quasi sempre la prova logica che le cose non funzionano bene,e uno che tradisce sta creando un precedente, una frattura che non si sanerà MAI. Purtroppo molta gente tradisce e dopo mantiene dei rapporti falsi e ipocriti. Ma dopo un tradimento il sentimento saldo della coppia è finito. Anche se uno perdona, in fondo al cuore sa sempre che prima o poi l 'altro o l'altra glielo rifarà perché il rapporto si è rotto. Dopo un tradimento ricevuto dalla persona amata, come ci si può guardare negli occhi con la stessa complicità di prima?dopo il tradimento la fiducia viene a mancare...!

Ma se si riesce a perdonare, il perdono infine serve a quello che perdona e non all'altra persona, è in un momento di crescita personale e ne vale la pena. Ma si deve fare un distinguo. Una cosa e' il perdonare e superare dentro di se', fatto con la riflessione e riuscito con la maturazione, e tutt'altra cosa e' perdonare la persona fisica. Perdonare non significa mettere questa persona in condizione di nuocermi ancora.
Diciamo che in linea di massima la maggior parte di noi avrebbe accettato la celebre frase: Dio perdona...io no!

E poi solo quando si tratta dei figli, si parla di un amore ed un perdono incondizionato, si può amare anche un figlio omicida, ma le altre persone che ci circondano le scegliamo ed allora perché non fare delle scelte che ci diano soddisfazione e che ci facciano stare bene?

Ci sono situazioni nelle quali e difficile stabilire chi ha commesso il torto e chi l’ha subito,sembra che tutti abbiano una buona dose di ragione e di torto nello stesso tempo.
Se tiriamo un elastico dalle estremità, si tenderà fino al suo punto di rottura e poi si spezzerà. I rapporti umani sono qualcosa di simile, cosi la vita di una relazione diventa come un elastico che si tende e si allenta. In certi momenti la tensione può raggiungere un punto di rottura e “l’elastico” del rapporto si spezza. Ma quando si spezza un elastico ha senso stabilire chi ha tirato di più? Tanto chi è rimasto fermo, mantenendo l’elastico, che colui che lo ha tirato dall’altro lato, hanno contribuito a far aumentare la tensione fino al punto di rottura. Entrambi sono responsabili, anche se ognuno ha avuto un comportamento diverso.
Quando una relazione si spezza è difficile stabilire chi deve perdonare e chi deve essere perdonato.

E difficile essere uno che può permettersi di pensare leggermente "capì di aver fatto qualcosa che non avrebbe dovuto mai fare, ma sapeva di non avere altra scelta; era sicuro però che lei ancora una volta l'avrebbe capito e perdonato" Si può capire un tradimento, ma anche un perdono non lo sanerà mai.

una questione provocatoria
tornare ad essere qc
riporre fiducia su qc qcn
impegnarsi a fare qc
cercare le attenuanti di qc
stabilire una relazione carnale con qc
perdonare una scappatella
venire a mancare
crescita personale
fare un distinguo
in linea di massima
un perdono incondizionato
raggiungere un punto di rottura
contribuire a fare qc

Ammettere gli errori rende più forti. CELI5 giugno 2005
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CELI5 giugno 2005

Scriva una storia che finisca con queste parole:

" Ammettere gli errori rende più forti. E' un segno di grande maturità, aiuta a stare meglio con gli altri, smorza la aggressività"





"Non giudico le persone dai loro errori ma dalla loro voglia di rimediare.."

Sono veramente pochissime le persone che rendendosi conto dei propri errori li ammettano subito e si dichiarano aperti a discuterne con tutti. La maggior parte di noi nelle situazioni del genere agirebbe piuttosto col sistema dello scaricabarile
Incolpare altri è più facile e comodo che dire "è colpa mia ed è giusto che sia io a pagare."
C'è qualcosa di inconscio in un comportamento simile. Ci si crede sempre un passo avanti agli altri,si ha un'opinione troppo elevata di noi. Gli egiziani,al tempo dei faraoni,nei loro scritti scrivevano solo le vittorie ed omettevano sempre le sconfitte.Chi leggeva tali scritti ignorando il resto,non poteva certo non farsi un'alta opinione di loro.

Ma questo esempio storico ci fa capire che quello che abbia un'opinione troppo elevata di se stesso prima o poi sarà svelato e allora farà una pessima figura.

E' molto bello l'aforisma di Cicerone: "E' cosa comune l’errare; è solo dell’ignorante perseverare nell'errore".Non è debolezza ammettere i propri errori, ma al contrario è forza ,coraggio.Prima di tutto bisogna vederli, esserne conscio e penso che l'ammettere un errore e chiedere scusa sia una delle più grandi qualità che possa esistere in una persona, e lo rende ancora più nobile. Le persone che sbagliano e cercano sempre di trasformare in ragioni i loro sbagli ritengono che ci sono le azioni che gli altri possono giudicare errate, ma questo non significa che lo siano necessariamente perché non abbiamo mai tutte le parti necessarie per giudicarlo. Dipende dalle circostanze, dalle conseguenze che produce quello sbaglio, ..ecc.

Dipende anche dell'età, quando si è più giovani è più difficile ammettere i propri sbagli, poi si comincia a maturare, ci pesa lo stesso ammettere gli errori ma se lo fa, soprattutto per non offendere l'intelligenza delle altre persone
Si può dire che ammettere gli errori rende più forti. E' un segno di grande maturità, aiuta a stare meglio con gli altri, smorza la aggressività.
Il senso di tutti questi ragionamenti è chiaro: siamo esseri umani, e l'errore capita. Questo, però, non deve essere un'attenuante per giustificare la trascuratezza, ma una invito ad imparare dall'esperienza per ridurre il numero di errori commessi.

giudicare le persone dai loro errori ma dalla loro voglia di rimediare
ammettere gli errori
dichiararsi aperto a discutere
omettere sempre le sconfitte
ignorare il resto
farsi un'alta opinione di qc
avere un'opinione troppo elevata di se stesso
essere svelato
fare una pessima figura
perseverare nell'errore
essere conscio di
trasformare in ragioni i loro sbagli
essere un'attenuante per qc
giustificare la trascuratezza
imparare dall'esperienza
ridurre il numero di errori commessi

La scienza CELI5 II 95
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CELI5 II 95

Commenti l'iniziativa di cui si parla in questo breve articolo, comparso di recente in un quotidiano italiano
SCiENZiATI DA TUTTO IL MONDO PER IL DIALOGO TRA I POPOLI
DICHIARAZIONE DI GENOVA COME PUNTO DI PARTENZA PER UN FORUM PERMANENTE DELL'UNESCO SUI RAPPORTI TRA SCIENZA E SOCIETÀ'.




Scienziati da tutto il mondo hanno fatto appello ai popoli del nostro pianeta di dar inizio a una riflessione a livello mondiale sui rapporti tra scienza e società. Perché questo tema assume una ampiezza cosi globale?
Possiamo definire la scienza come conoscenza , ricerca e scoperta, che conducono ad un nuovo sapere. Una metafora della scienza può essere un racconto di James in cui il protagonista, dopo molti sforzi, riesce finalmente a ricostruire il tracciato di un labirinto. Ma non appena ha finito , ne esce un mostro che lo aggredisce. Lo sviluppo tecnologico,al termine di un faticoso cammino produce i mostri come Hiroshima o Chernobyl, o la 
degradazione dell'ambiente naturale
Dall'altra parte sappiamo che i tentativi di controllare la scienza in base a valori esterni alla scienza, imposti dalla società o dalla morale, anche quelli hanno prodotto dei mostri. Si può ricordare il tentativo di far fermare il pensiero di Galileo Galilei, o Giordano Bruno bruciato al rogo. In questi casi si è dimostrata sbagliata l'idea che la conoscenza scientifica fosse relativa, e invece i dogmi della morale fossero assoluti ed eterni , quindi potessero giudicare lo sviluppo della scienza da una prospettiva che non cambia mai. La morale è cambiata e sta cambiando ancora . E allo sviluppo della morale contribuisce certamente anche lo sviluppo della conoscenza scientifica. Quindi si può dire di esso che sia un rapporto bidirezionale.
Il rapporto tra la scienza e la società si deve basare sulla questione su quanto quella ultima deve influire lo sviluppo della scienza. E' un vero problema di poter stabilire quello che è lecito fare e ciò che non è lecito fare. Potrebbe la scienza essere considerata un sistema che ha trovato al suo interno delle regole, non soltanto per controllare la funzionalità di determinate proposizioni , ma anche dei sistemi per capire quali devono essere i limiti che non devono essere varcati? Potrebbe essere considerata come un sistema autoregolato?


Un punto di vista consiste nella convinzione che la scienza dovrebbe dialogare con la società e le altre branche del sapere - la filosofia, l'etica, l'arte ma solo dialogare, mantenendo ferma la propria autonomia. Può far nascere un forte timore che non esistano dei veri e propri limiti alle scoperte scientifiche.
Alcune di queste paure sono certamente giustificate. Ma si parla più dei pericoli che lo sviluppo scientifico può provocare che dei pericoli che la scienza ha sventato o che continua a sventare anche oggi. La conoscenza scientifica ha dato un grande contributo a sconfiggere l'ignoranza, l'intolleranza, il fanatismo.

Nel corso della sua storia la scienza ha elaborato il metodo scientifico per creare dei criteri per il controllo della verità delle proposizioni scientifiche . Ha selezionato dei criteri in base ai quali si possono distinguere le proposizioni migliori, rispetto a proposizioni meno affidabili. Tutto il processo scientifico dovrebbe essere sottoposto a questo principio e la società non dovrebbe influenzare la scienza con le sue opinioni. Possiamo ricordare un esempio d una incursione del potere politico nel campo scientifico. Due scuole di pensiero scientifico avevano delle opinioni diverse negli anni di Stalin nell'Unione Sovietica , quella della genetica, e quella dell'agrimensura. Il dittatore sovietico decise di schierarsi decisamente a favore della seconda, ritenendo che la genetica non dava le risposte effettive per effettuare velocemente la modernizzazione dell'agricoltura russa. E questa incursione del potere politico fu rovinosa per lo sviluppo della scienza perché Stalin scelse la parte sbagliata.

La scienza ha selezionato diversi criteri, che fanno capire quale teoria scientifica rifletta meglio la realtà.Se lasciamo intervenire la società ed affermiamo che la scienza deve incamminarsi sul sentiero proposto dalla società, dal potere politico avviene un'invasione di campo.


Non si deve dimenticare comunque che la scienza dovrebbe farsi limitare dall'etica e dalla morale e uno scienziato dovrebbe avere un autocontrollo e la convinzione che la conoscenza dovrebbe essere orientata verso la crescita del benessere dell'umanità. Si deve fare sempre una domanda cruciale - con che scopo si fa una ricerca scientifica? e anche se si fa con le proposte migliori quale siano le garanzie che la gente senza scrupoli non utilizzi queste conoscenze per produrre dei mostri ? Ad esempio, alcuni faranno business con la fornitura dei pezzi di ricambio per i trapianti, ma cosa possiamo fare nei confronti di questi pericoli ? Fermare lo sviluppo della scienza sarebbe davvero una soluzione peggiore. Con la dichiarazione di Genova gli scienziati di tutto il mondo vogliono dar vita ad un forum permanente di tutti i popoli su questo tema.


dell'ambiente naturale 
assumere un ampiezza globale
il tracciato di un labirinto
bruciare al rogo
un rapporto bidirezionale
varcare il limite (varcare il Rubicone)
un sistema autoregolato
le branche del sapere
una paura giustificata
schierarsi decisamente a favore di
incamminarsi sul sentiero proposto dalla società
la crescita del benessere dell'umanità
fare  una domanda cruciale
la gente senza scrupoli

Cosa leggiamo? CELI5 I-95
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2. Ripensando soprattutto ai libri letti in preparazione all'esame, le Sue preferenze vanno verso libri scritti da giornalisti che raccontano storie di vita italiana, o verso libri di pura narrativa? Motivi la sua risposta.





Ho letto tanti libri nella mia vita che se fossero stati raccolti tutti insieme si sarebbe formata una biblioteca di una facoltà universitaria. Sono sempre stata una lettrice appassionata e dai giorni della mia infanzia la lettura era sempre la mia occupazione principale. Da bambina non giocavo mai con le bambole, ma mi trovavo sempre con un libro in mano. Nel libro c'era già una storia interessante da godere, mentre con dei giocatoli e bambole si doveva inventare una e non ce ne avevo sempre l'inspirazione.

Ma se da piccola mi sentivo attratta dalla narrativa, con il passar del tempo questa opinione è cambiata radicalmente. Negli ultimi dieci anni della mia vita l'unico libro di narrativa che abbia letto è stato Il Nome della Rosa di Umberto Eco. Mi è capitato tra le mani accidentalmente e non ho potuto staccarmene fino all'ultima pagina. Lo considero veramente un capolavoro. Ma non mi ha risvegliato nessun'interesse per gli altri capolavori di narrativa ed è stato il primo e l'ultimo. Per il resto rimango una lettrice fedele dei giornali e delle riviste e le storie della nostra vita contemporanea mi attraggono molto di più delle riflessioni dei grandi scrittori. Forse mi sono stancata di una certa oppressione dalla parte dell'autore che si sente sempre nei libri della narrativa. Ogni cosa nel libro è visto con l'occhiata di quello che lo scrive e da una impronta del suo punto di vista. Possiamo dire che ogni libro di narrativa sia un tentativo di esprimersi del suo autore. Ogni libro è un dolore suo che si è trovato un esodo. La sua opinione e il suo punto di vista prevale in ogni riga. Nella maggior parte dei casi non è un dialogo con il lettore ma un esprimersi continuo dell'autore.
Mi piace molto di più lo stile neutrale dei giornalisti, il cui lavoro principale è di far conoscere ai lettori quello che è successo, senza esprimere la loro opinione, ma lasciando il lettore di formarsene una sua. Gli stessi fatti possono essere interpretati in una maniera molto diversa e degli eventi comunicati in un articolo dovrebbero portare solo una carica informativa. E' logico che un articolo esprima molto spesso un punto di visto del giornalista che l'ha scritto ma la sua impronta è quasi sempre molto meno grave di quella di un autore dei libri di narrativa.
Leggendo le storie di vita impariamo molte cose sulla vita degli altri e ne formiamo una opinione, mentre leggendo i libri di narrativa incontriamo una opinione già formata dell'autore che possiamo condividere o respingere. Questa è di solito una ragione principale per la quale un libro ci piace o non ci piace. E' meglio leggere delle storie di vita, sono più vicini alla vita stessa dei libri di narrativa, dominati dal complesso delle idee del suo narratore.

Pochi sanno essere vecchi. ( La Rochefoucauld)
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Produzione scritta Scrivi la seguente composizione ( circa 200 parole) La media età delle persone che vivono nel mondo occidentale è sempre più in aumento. Questo implica un ripensamento, nei prossimi anni, del ruolo degli anziani all'interno della società, del sistema delle pensioni e una maggiore attenzione ai servizi cioè: varie cure, assistenza, trasporti a loro rivolti. Esprimi le tue riflessioni , anche facendo riferimento alla realtà del tuo paese, cercando di prevedere che cosa potrebbe succedere in un futuro prossimo.


 La situazione degli anziani e tutti i problemi legati alla vecchiaia non sembrano di essere un tema interessante. Eppure è un argomento importantissimo per ciascuno. Nessuno può sfuggire alla vecchiaia, e tutti noi saremo costretti ad affrontare un giorno la vita della terza età. Anche se non ci sembra un tema affascinante, è meglio vederlo ad occhi aperti.
La popolazione del nostro pianeta invecchia. Si stima che la durata media della vita dell’uomo paleo-neolitico non fosse più di 20 anni. All'inizio del Novecento non superava i 47. Il ventesimo secolo la portò su a 72 anni con un balzo del 50 per cento in cinque solo decenni. Oggi le aspettative di vita nei paesi sviluppati hanno superato l'80. Chissà se possiamo raggiungere la favolosa età dei patriarchi prediluviani, ma anche se sembra paradossale, l' allungamento della vita significa un aumento dei problemi. Il progresso della medicina ha allungato la vita degli uomini, ma nessuno ha scoperto l'elisir della giovinezza. Molti anni di vita in più, ma la giovinezza con la forza e la voglia di vivere se n'è andata. Gli over 65 non possono rimanere membri attivi della società ed essa è costretta a prenderli a carico. Così, il prolungamento della vita ottenuto dalla scienza sta generando problemi economici.
La società umana sta di fronte ad un dilemma veramente tragico prolungare la vita dei membri anziani, se prendiamo in conto l'abbassamento notevole del livello delle nascite in tutti i paesi sviluppati, significa caricare sulle spalle dei lavoratori di questi paesi nuove imposte da pagare per ottenere dei fondi necessari per il sostegno degli anziani. Se nei tempi passati gli anziani godevano di rispetto e sostegno della gente, nei nostri giorni stanno diventando un carico troppo pesante per la società. I ritmi della nostra vita stanno diventando sempre più frenetici.La socializzazione dei membri della società, ed anche di quelli della famiglia si è ridotta al minimo con l entrata nella nostra vita quotidiana dei computer. Collegati attraverso la rete con tutto il mondo abitato, non possiamo mantenere il contatto con i membri della nostra famiglia, soprattutto quelli anziani. L attenzione che possiamo prestare ai vecchi è fugace, frenetica e priva di sentimenti come tutta la nostra vita.
L'aumento della popolazione senile costringera la società a creare tutte le comodità necessarie. Dobbiamo menzionare che se nella capitale slovena, ad esempio le carrozzelle per disabili si vedono molto in giro, la mancanza assoluta dello scivolo del marciapiede della capitale greca rende impossibile le passeggiate degli anziani impossibilitati a usare le proprie gambe. Il fatto che gli uomini vivono tanti anni di più forse non è un bene. Il prolungamento della vita ad ogni costo ci porta spesso in un vicolo cieco.
Essere un vecchio rimbambito, o forse anche collegato alle macchine non è una prospettiva veramente attraente. Insomma, come ha detto Giuseppe Prezzolini nel Centivio"" La vita troppo lunga per quel che viviamo, è, per quel che potremmo vivere, brevissima." ed i problemi della terza età riguardano tutti noi.

Expressions
prendere qcn a carico
l'età dei patriarchi prediluviani ( il Diluvio)
prolungamento della vita
abbassamento del livello delle nascite
generare problemi
stare di fronte ad un dilemma
godere di rispetto
ad ogni costo
un carico pesante
collegato alle macchine di supporto in vita
vecchio rimbambito
mancanza assoluta
carrozzella per disabili

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